“Rischio clinico e gestione del contenzioso” al centro del Convegno, promosso da Consulcesi, Sanità In – Formazione e La Sapienza

“Il Rischio clinico e la gestione del contenzioso”, questo il titolo del Convegno organizzato dall’Università La Sapienza di Roma, con il supporto del team legale Consulcesi e di Sanità In – Formazione. Nel corso dell’incontro, a proposito delle tematiche affrontate, Vittorio Fineschi, professione ordinario di Medicina Legale presso La Sapienza, ha sottolineato la necessità di individuare “criteri di gestione comuni che consentano a tutti gli ospedali di seguire il medesimo approccio, una sorta di linee guida su scala nazionale di gestione del risk management”. Tuttavia, l’obiettivo si può conseguire unicamente attraverso un confronto tra le parti interessate e “l’individuazione di modelli virtuosi nelle varie strutture ospedaliere, con l’obiettivo di crescere metodologicamente insieme”. La prima giornata del convegno ha affrontato il tema della sicurezza delle cure, diviso tra il rischio clinico da un lato e la gestione delle eventuali controversie, dall’altro. Nel corso dell’incontro, infatti, si è proceduto con lo studio delle novità che la giurisprudenza ha operato nell’ultimo periodo, in relazione alla responsabilità professionale. L’attenzione si è rivolta alla 10 sentenze della Corte di Cassazione nel settore civilistico e alla pronuncia della Cassazione a sezioni unite nel comparto penale. L’incontro ha affrontato diversi temi, dalla violazione del consenso informato, al realizzarsi di aggravamenti o infezioni, fino al nesso do causa e alle tante questioni sulla valutazione del danno. Il confronto su queste tematiche ha sottolineato quanto sia importante mettere in pratica un approccio uniforme, al fine di attuare in modo completo la legge Gelli, che suggerisce la modalità di azione e di operare nel settore. Il Professor Fineschi, a tal proposito, ha affermato: “Questi anni sono stati importanti perché ormai a distanza di due anni, stiamo creando una situazione di consenso intorno alla legge e intorno a ciò che essa dice. Chiaramente il percorso è lungo e i decreti attuativi, in tal senso, daranno un ulteriore miglioramento a questa legge”. Temi quali il rischio clinico e la sicurezza delle cure mediche sono da tempo al centro di discussioni e dibattiti. Le organizzazioni sanitarie  sono da sempre in prima linea, al fine di individuare i giusti strumenti, per incrementare la qualità e fare prevenzione nei comparti assistenziali e sanitari. Gli ultimi anni hanno fatto registrare un picco nel numero delle azioni giudiziarie, che pazienti e congiunti hanno attivato nei confronti di medici e strutture sanitarie, pubbliche o private. Le statistiche hanno mostrato come negli ultimi tempi, su 8milioni di ricoveri per anno, 320000 paziente siano stati soggetti ad errori o deficienze organizzative all’interno delle struttura ospedaliere. Le controversie nel settore hanno raggiunto i 10000 – 12000 casi a livello nazionale. È compito del Risk Management identificare e definire quali sono gli interventi da mettere in atto, al fine di individuare, coordinare e limitare i rischi nel settore sanitario, soprattutto per i professionisti che vi operano. Anche la gestione delle controversie è stato altro tema centrale del convegno. La conduzione del contenzioso finisce, per la maggior parte delle volte, in un’aula del Tribunale e, a lungo andare, questo diventa un autentico problema. L’articolo 15 della Legge Gelli prevede la nomina obbligatoria da parte del giudice di un collegio, costituito da due professionisti, in particolar modo uno specialista in medicina legale ed uno nel coarto per cui si è aperto il contenzioso. Il Professor Fineschi  ha sottolineato la funzione del Consulente Tecnico d’Ufficio, in particolar modo del Collegio Peritale. A tal proposito, ha affermato: “Bisogna andare sempre più verso una maggiore qualità nella gestione dei processi valutativi propri della fase del contenzioso, secondo il percorso indicato dalla legge Gelli. La qualità è fondamentale per essere sempre in grado di giudicare l’operato di altri medici, quindi una peer review come direbbero gli anglosassoni, una valutazione dei comportamenti tra pari: solo così il giudice avrà la migliore disamina possibile da un punto di vista scientifico per assumere la decisione più giusta e corretta rispetto al caso incriminato”. Il convegno ha affrontato anche la questione assicurativa. A tal proposito, sono state mostrate le cifre raccolte nell’ultimo periodo, che hanno messo in luce problemi e possibilità in relazione alla prospettiva delle aziende di procedere con l’ “autoritenzione”, accollandosi il rischio economico, che potrebbe sorgere dal realizzarsi da eventi infausti. In questo caso, si paventa la possibilità di rimetterlo totalmente all’assicuratore di turno o fare ricorso al sistema misto. Le conseguenze derivanti da una delle soluzioni previste potranno evidenziarsi solo nel lungo periodo, poiché si tratta di tempi ampi, a cui va aggiunti l’eventuale ruolo svolto dai decreti che verranno emessi, in tema di assicurazione dei rischi sanitari. Il convegno, dunque, ha avuto come obiettivo discutere sul tematiche  fondamentali, che richiedono condivisione, unione ed uniformità, al fine di costruire una base solida, su cui il sistema sanitario potrà fondarsi. 

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