Torna Ebola: sintomi e come riconoscerla

I consigli di Paziente Zero

«Niente allarmismo, ma è importante che i medici italiani riconoscano la sintomatologia» Parla Fabrizio Pulvirenti, “paziente zero” e consulente del primo corso ECM FAD sul virus Ebola

On line anche “e-bola”, prima pellicola della collana dei Film Formazione, un nuovo modello diedutainment per aggiornarsi in maniera ancora più coinvolgente

«Febbre, diarrea, vomito e cefalea, ma anche un malessere generale, sono questi i primi sintomi dell’invasione da parte del virus Ebola di qualsiasi organo nel sistema umano». A parlare è l’infettivologo Fabrizio Pulvirenti, primo italiano a contrarre la malattia nel 2016, quando con Emergency era in Sierra Leone proprio per salvare le vite di chi aveva contratto quel virus. In seguito all’infezione, Pulvirenti venne trasferito in Italia e guarì grazie alle cure dell’eccellenza italiana “Lazzaro Spallanzani”.

Il virus Ebola da alcuni giorni è tornato a far preoccupare l’Organizzazione mondiale della Sanità che ha classificato la nuova epidemia in Congo come “emergenza di salute pubblica internazionale” di livello 3, misura che ha fatto scattare controlli serrati anche nell’aeroporto di Fiumicino sui voli provenienti dalla regione africana colpita.

«I rischi per l’Italia a mio avviso sono analoghi a quelli di quattro anni fa – spiega Pulvirenti –. Ovvero, se Ebola dovesse arrivare in Italia, arriverà con qualche operatore che si trasferisce in Congo per prestare assistenza e che occasionalmente può contagiarsi. È anche vero che i voli verso Roma da quella regione dell’Africa sono forse appena più frequenti rispetto a quelli del resto del continente, però i controlli ci sono e dubito, così come ha detto del resto anche il Ministero, che ci sia un’emergenza attuale, importante, da allertare il mondo».

Nessun allarmismo, dunque, ma è fondamentale non abbassare la guardia e avere gli strumenti necessari per riconoscere velocemente la malattia e saperla contrastare. Primo fra tutti, la formazione: «Chiaramente quanto più si conosce in medicina, tanto meglio è – sottolinea l’infettivologo –. È importante però avere le idee chiare su quello che si deve fare nel caso di sospetto: allertare le autorità preposte, i medici competenti e tutte quelle iniziative e strutture che servono a contenere un eventuale caso indice».

Proprio le modalità di prevenzione attraverso il riconoscimento della sintomatologia e la gestione del contagio sono alla base del primo corso italiano ECM totalmente dedicato al virus Ebola. Il corso FAD (Formazione a Distanza), curato da Consulcesi Club grazie anche alla collaborazione del dottor Pulvirenti, ha l’obiettivo di offrire al personale sanitario conoscenze per prevenire, differenziare le diagnosi e diagnosticare, sperimentare e indicare un’idonea terapia in tema di contagio da virus Ebola.

Collegato al corso anche il film formazione “E-bola”. La pellicola, prodotta dalla Falcon Production per Consulcesi e diretta dal regista Christian Marazziti, con la consulenza scientifica di medici e di strutture che hanno realmente fronteggiato il virus (come l’Istituto per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani”, l’Università “Sapienza” di Roma e il dottor Fabrizio Pulvirenti, il “paziente zero” in Italia di Ebola), è il primo film formativo all’interno del progetto FAD di Consulcesi Club per il personale sanitario.

La Formazione a Distanza rappresenta la modalità più efficace per non farsi trovare impreparati con l’imminente scadenza del triennio formativo obbligatorio: in particolare, negli anni il catalogo FAD
Consulcesi si è ampliato grazie ai Film Formazione, per un nuovo modello di edutainment e ad una collana di e-book con una serie di titoli d’interesse anche per i pazienti. È allo studio inoltre l’applicazione della
tecnologia Blockchain all’intero percorso formativo, in modo da renderlo certificato e trasparente.

Ufficio stampa Consulcesi [email protected] 328.4812859 – 346.0629338

Fake news are defeated forever: Consulcesi Tech has launched “survey Chain”

The hi-tech company specialising in Blockchain and Cybersecurity presented “Survey Chain” in Dubai. It is the first Blockchain-based survey demonstrating this technology can ensure inalterable and secure results.
According to partecipans, the Blockchain will above all impact on finance and healthcare Partnership between Consulcesi Tech and DigitalBliz, a group specialising in blockchain-related financial services, was announced at the summit

Thousands of experts in the Blockchain and Fintech fields have enthusiastically attended the presentation of the “Survey Chain” project, the first example of survey conducted worldwide through the Blockchain, a technology that can put an end to the “fake” surveys that in recent years have called into question the credibility of surveys.
This project has been developed by Consulcesi Tech, leading firm in Blockchain and Cybersecurity. It has impressed attendees of the second edition of “Future Blockchain Summit” in Dubai, the world’s largest Fintech conference. Here you can consult the survey’s results, according to which the Blockchain will above all impact on finance and healthcare: https://www.surveychain.tech/Home/Charts
The summit participants from all over the world found out that surveys may be certified by identifying the significant stages with a smartphone. The mechanism which is the basis of the project is transparent and
revolutionary. The public Ethereum Blockchain is inalterable and secure and ensures the storage of the answers in cloud storage with a unique signature recorded on Blockchain by making the results inalterable, with a firm date and always verifiable. This creates the opportunity for knowing the sample size of the surveys and the entire supply chain. The media can thus benefit from the release of transparent and certified documents. This model has already been used for a real time presentation in Italy and now has persuaded all the partecipants in Dubai, the great example of Smart City in the world. These days, the world is looking up to Europe breathlessly about the outcome of the ongoing negotiations regarding the Britain leaving the EU. The Brexit referendum is the best Use Case to explain the advantages offered by the “Survey Chain”. If it had been applied at the time of the vote, it would have revealed in advance the will of the voters who in June 2016 opted for the ‘leave’ rather than for the ‘remain’ predicted by almost all the pollsters.
«This is a new technological paradigm – Massimo Tortorella, president of Consulcesi Tech, says – which will noticeably improve the quality of the political debate. In the internet era, fake news, post truth and hate speech constitute a form of distortion considered to be socially dangerous but practically unavoidable. With Blockchain it is possible to go one step further in the democratization of information thanks to secure and immutable surveys in order to restore confidence to the voting citizens.»
Tortorella says that at the end of his speech «many participants have congratulated us for the disruptive potential of the “Survey Chain,” asking for more information regarding the several areas of application of the project. A widespread interest – he concludes – confirming our belief: Blockchain is here to stay.»
The partnership between Consulcesi Tech and DigitalBliz was announced during the event. DigitalBliz is a leading London-based company in Fintech, with subsidiaries in Dubai and Lugano.
DigitalBliz manufactures and markets a unique Blockchain-based Fintech product: DigitalBliz Deep4, geared towards Professional Traders, offers the widest range of information available on the market on the development of Cryptocurrencies and Security Tokens, to cross-reference global main Exchanges. You can buy it on digitalbliz.com/pricing. DigitalBliz deep4C, geared towards retail, is available free of charge on Apple Store and Google Play.The final product is a secure and reliable instrument led by a capillary Data Gathering system. It collects information updated every 15 seconds and developed with a system made by proprietary algorithms.

Fake News Sconfitte per sempre: Consulcesi Tech lancia “Survey Chain”

L’hi-tech company specializzata in Blockchain e cybersecurity ha presentato a Dubai “Survey Chain”.
Il primo sondaggio basato sulla Blockchain dimostra che questa tecnologia avrà un impatto non soltanto in campo finanziario ma anche in quello sanitario

Durante il summit annunciata la partnership con DigitalBliz, società di servizi finanziari innovativi basati sulla Blockchain

Migliaia di esperti dei settori della blockchain e del fintech hanno assistito con curiosità ed entusiasmo alla presentazione del progetto “Survey Chain”, primo esempio di sondaggio condotto a livello mondiale attraverso l’applicazione della catena dei blocchi, una tecnologia capace di porre fine all’era delle rilevazioni “fake” che negli ultimi anni hanno messo in discussione la credibilità dei sondaggi.
Il progetto, messo a punto da Consulcesi Tech, azienda leader negli ambiti della blockchain e della cybersecurity, ha sorpreso i partecipanti della seconda edizione del “Future Blockchain Summit” di Dubai, la fiera più grande a livello globale in tema di tecnologia finanziaria. A questo link i risultati della rilevazione, secondo la quale la catena dei blocchi è destinata ad avere un impatto significativo soprattutto nei settori finanziario e sanitario: https://www.surveychain.tech/Home/Charts


Gli ospiti del summit – provenienti da tutto il mondo – hanno avuto modo di scoprire che, con un semplice smartphone, è possibile certificare i sondaggi attraverso l’individuazione delle fasi rilevanti. Trasparente e rivoluzionario il meccanismo che è alla base del processo. La rete pubblica Blockchain ethereum, sicura e immutabile, garantisce l’archiviazione delle risposte in spazi di Storage in Cloud con una firma univoca che viene trascritta su Blockchain rendendo i risultati inalterabili, con data certa e verificabili in qualsiasi momento. In questo modo è possibile conoscere non soltanto i campioni di voto sui quali è stata svolta l’indagine statistica ma anche l’intera filiera di distribuzione, consentendo ai media di usufruire di una divulgazione certificata e trasparente. Un modello già sperimentato in real time in Italia e che ha
conquistato anche gli ospiti della città riconosciuta da tutti come primo grande esempio di Smart City.
In questi giorni tutto il mondo guarda all’Europa con il fiato sospeso per conoscere l’esito delle trattative in corso per l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea. Proprio il referendum sulla Brexit rappresenta il caso d’uso ideale per spiegare i vantaggi offerti dalla “Survey Chain”, che se fosse stata applicata al momento del voto avrebbe svelato in anticipo la volontà degli elettori che nel giugno 2016 optarono per il ‘leave’ piuttosto che per il ‘remain’ pronosticato dalla quasi totalità dei sondaggisti.
«È un nuovo paradigma tecnologico – spiega Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi Tech, – destinato a migliorare sensibilmente la qualità del dibattito politico. Nell’epoca del web ormai fake news, post truth ed hate speech rappresentano distorsioni considerate socialmente pericolose ma praticamente inevitabili.

Invece con la blockchain è possibile compiere un ulteriore passo avanti nella democratizzazione dell’informazione grazie a sondaggi certi e immutabili che – ha proseguito – restituiscono fiducia al cittadino-elettore».
Tortorella rivela che «a margine dell’intervento numerosi partecipanti si sono congratulati per il potenziale dirompente della “Survey Chain”, chiedendo ulteriori informazioni riguardo ai numerosi campi di applicazione del progetto. Un interesse diffuso che – conclude – conferma la nostra convinzione: la blockchain è qui per rimanere».
Nel corso dell’evento è stata ufficializzata la partnership tra Consulcesi Tech e DigitalBliz, Società con sede a Londra e leader nel segmento Fin Tech, con controllate a Dubai e Lugano.
DigitalBliz produce e commercializza un prodotto Fin-Tech unico, basato sulla tecnologia blockchain: DigitalBliz Deep4, dedicato ai Professional Traders, che offre la più ampia gamma disponibile sul mercato di informazioni sull’andamento delle Crypto-Currencies e dei Security Tokens, incrociati sui principali Exchanges a livello mondiale.
DigitalBliz deep4C, destinato all’utilizzo retail e disponibile gratuitamente su Apple Store e Google Play.
Il prodotto finale è uno strumento sicuro e affidabile, spinto da un capillare sistema di Data Gathering, che raccoglie informazioni aggiornate ogni 15 secondi, elaborate con un sistema di algoritmi proprietario.

Maratona di Roma: #salutextutti Al via la campagna social per le periferie di Roma

Consulcesi Onlus dà il via alla raccolta fondi per sostenere l’Unità Mobile “Salute e Inclusione” che offre assistenza sanitaria nelle periferie più svantaggiate di Roma.

Gara di solidarietà anche tra i dipendenti e i manager di Consulcesi, che parteciperanno alla Stracittadina per vincere la sfida contro l’indifferenza di chi vive ai margini

Di corsa per le periferie di Roma più svantaggiate, dove anche l’assistenza sanitaria può essere una sfida per chi vive ai margini. È l’obiettivo della campagna social #SalutexTutti lanciata da Consulcesi Onlus in occasione della Stracittadina di Roma, per sostenere l’Unità Mobile “Salute e Inclusione” che offre assistenza sanitaria e orientamento ai servizi socio-assistenziali alle persone svantaggiate nelle periferie di Roma.
Consulcesi Onlus ha predisposto un’apposita raccolta fondi, attiva sulla Rete del Dono (https://www.retedeldono.it/progetti/consulcesi-onlus/unita-mobile-sanita-di-frontiera) che ha già raccolto oltre 11mila euro e si pone come primo obiettivo di raggiungere quota 50mila. Inoltre, i manager e i dipendenti del Gruppo Consulcesi hanno dato il via a una vera e propria gara di solidarietà, prestando il volto per la campagna social #SalutexTutti attraverso testimonianze foto e video e partecipando in prima persona alla Stracittadina. Il loro percorso verrà tracciato tramite tecnologia Blockchain grazie all’app RunOnChain in modo da poter confrontare i rispettivi tempi e decretare il miglior runner. La stessa tecnologia verrà utilizzata per certificare l’assoluta trasparenza nell’impiego delle donazioni raccolte.
L’obiettivo è innanzitutto quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di migliorare il livello di salute e benessere psico-fisico nelle periferie: per questo l’Unità Mobile “Salute e Inclusione”, in
partenariato con ASL Roma 1, Policlinico Umberto I e Centro Nazionale per la Salute Globale, offre assistenza ai più deboli grazie ad un’equipe formata da un medico e due mediatori interculturali.
L’iniziativa fa parte del progetto “Sanità di Frontiera” che ha ricevuto il sostegno da parte anche della Santa Sede mediante l’Obolo di San Pietro, e di cui l’ideatore e presidente di Consulcesi Onlus, Massimo Tortorella, ha avuto modo di parlare direttamente con Papa Francesco.
«Ad oggi nel nostro Paese la salute non è uguale per tutti – spiega Massimo Tortorella – per questo è necessario promuovere un programma di azioni concrete per il contrasto alle diseguaglianze nell’accesso ai servizi sanitari, con particolare riferimento alle zone più periferiche delle grandi città. Ringrazio, quindi, i dipendenti e i manager del Gruppo Consulcesi per aver dedicato il loro tempo e le loro energie a questa iniziativa, trasformando una semplice corsa in una vera e propria gara di solidarietà».

Responsabilità sanitaria: interviene la Cassazione con il progetto sanità

In due recenti ordinanze la Terza Sezione della Corte Suprema ha stabilito che le questioni in materia di responsabilità sanitaria debbano avere una trattazione unitaria in apposite udienze Il network legale Consulcesi & Partners plaude all’iniziativa: «Passo fondamentale per la tutela di tutti gli operatori della sanità, i dipendenti pubblici non sempre possono contare sulla tutela legale delle strutture»

Le evoluzioni normative intervenute negli ultimi anni nell’ambito della responsabilità sanitaria hanno delineato un quadro frammentato e soggetto a interpretazioni giurisprudenziali talvolta contraddittorie. Da
ciò nasce la necessità di discutere le controversie legali sull’argomento in apposite udienze dedicate, con una conseguente semplificazione dell’iter, riduzione dei tempi di risoluzione, e una maggiore tutela di tutte le parti in causa. La Terza Sezione della Corte di Cassazione attraverso due recenti ordinanze, la 6426 ed in particolare la 6418 dello scorso 5 marzo, ha avviato quello che viene definito il “Progetto Sanità”. In sostanza, da quanto si evince da tali pronunce, la Cassazione ha stabilito che tutte le questioni che rivestono una particolare importanza e/o criticità in relazione alle più controverse tematiche in materia di responsabilità sanitaria, compresa la definizione dei criteri applicativi delle normative (dalla legge Balduzzi alla Gelli) recentemente intervenute, debbano avere una trattazione unitaria affinché i principi di diritto enunciati risultino coerenti e costanti nel tempo.
Una soluzione che punta a fornire delle linee guida chiare (che siano di ausilio per la magistratura ordinaria) e a mettere ordine nel complesso contenzioso tra medici e pazienti che ogni anno porta a 35mila nuove cause.

Il “Progetto Sanità” inoltre può servire anche da deterrente per eventuali liti temerarie o più generale per quelle controversie che vengono avviate proprio perché vi sono dubbi e incertezze interpretative che lasciano spazio a diverse soluzioni.
L’iniziativa della Terza Sezione della Corte di Cassazione ha raccolto il plauso di Consulcesi & Partners, il network legale che ad inizio febbraio ha proposto l’istituzione dell’Arbitrato della Salute. «Apprezziamo la
sensibilità mostrata dalla Corte rispetto alle tematiche della responsabilità sanitaria e il Progetto Sanità costituisce un passo molto importante per fare chiarezza in un coacervo di enunciati normativi che, soprattutto di recente, hanno acceso dispute dottrinali davvero complesse. Questa chiarezza – afferma Consulcesi & Partners – costituisce un momento fondamentale per la tutela della categoria dei medici e di tutti gli operatori sanitari che da anni difendiamo e che, come dimostrano le statistiche, molto spesso vengono coinvolti in processi lunghi e dispendiosi, in cui l’interpretazione “creativa” e i vuoti normativi sono all’ordine del giorno. In particolare, i dipendenti pubblici non sempre possono contare sulla tutela legale da parte delle
strutture presso le quali lavorano».
«Ad esempio, al momento nonostante a nostro avviso sia chiaro che, nell’ambito dei procedimenti civili, la legge Gelli non possa essere applicata retroattivamente ai fatti avvenuti prima della sua entrata in vigore, vi sono diverse pronunce che hanno ritenuto il contrario. È ben vero – proseguono i legali di Consulcesi & Partners -, che si tratta di pronunce di merito ed in alcuni casi rimaste ancora isolate, ma questo la dice lunga sulle difficoltà che le parti di un procedimento di responsabilità sanitaria si troveranno ad affrontare nel prossimo futuro, in attesa delle auspicate “linee guida” che, con questa iniziativa, il Supremo Collegio vorrà dare al mondo di noi operatori del settore».

Ex Specializzandi: la Corte di Appello di Rome riconosce altri 19 milioni di euro per i medici

La sentenza ha riformato la posizione dei medici che avevano perso in primo grado, aggiungendo ulteriori 4 milioni di euro di rimborsi. Consulcesi: «È la conferma che solo non proseguire nell’azione legale è una sconfitta certa»

Il 12 aprile nuova azione collettiva sulla scia delle ultime sentenze positive: solo nel 2018 rimborsi per 48 milioni

La lunga scia delle vittorie in favore dei medici ex specializzandi continua inarrestabile: con la sentenza 1030 del 13 febbraio 2019, la Corte d’Appello di Roma ha riconosciuto a 490 camici bianchi altri 15 milioni di euro. Ma c’è di più: con la stessa sentenza è stata riformata la posizione di altri 172 medici che avevano perso in primo grado, aggiungendo 4 milioni di euro in loro favore.


La vertenza sui medici specializzati tra il 1978 ed il 2006 che non hanno ricevuto dallo Stato italiano il corretto trattamento economico, nonostante fosse previsto dalle direttive Ue (75/362/CEE, 75/363/CEE e 82/76/CEE), ha visto negli anni la conferma di un diritto ormai consolidato e che viene riconosciuto dai Tribunali di tutta Italia in maniera sempre più celere. Grazie alle azioni collettive portate avanti dal network legale Consulcesi, solo nel 2018, sono stati rimborsati 1521 medici con più di 48 milioni di euro.
Tutto ciò, anche in virtù della pronuncia della Corte di Giustizia Europea (cause riunite C- 616/16 e C-617/16), che ha segnato una svolta storica nella giurisprudenza di questo contenzioso, in base ai cui principi le somme riconosciute ai medici potrebbero essere triplicate. Una partita più che mai aperta, quindi, e che vede ingrossarsi le fila dei medici rimborsati dopo il recente e autorevole parere pro veritate che ha confermato “come non si sia formata la certezza del diritto necessaria per il decorso della prescrizione”, ciò a causa dell’assenza di sentenze e normative chiare ed univoche sulla posizione dei medici immatricolati dal 1978 in poi.
«È la conferma – sottolinea Massimo Tortorella, Presidente Consulcesi – che solo non proseguire nell’iter giudiziario rappresenta una sconfitta certa: per questo è importante insistere per la tutela dei propri diritti.
Invitiamo, quindi, i medici che vogliono aderire all’azione collettiva del 12 aprile a contattare i nostri oltre mille consulenti che rispondono al numero verde 800.122.777 e direttamente sul sito internet www.consulcesi.it»h

Numero chiuso medicina: irregolarità nei test

CONSULCESI: «SUBITO RIFORMA DEL NUMERO CHIUSO»

Numero chiuso: Medici in fuga all’estero per imbuto formativo e irregolarità nei test, persi 10 mila camici in 10 anni 

Massimo Tortorella, Presidente Consulcesi: «Bene le parole del vicepremier Salvini, ma ai buoni propositi seguano i fatti e si cambino le regole fin dal prossimo anno accademico»

In Italia è boom di medici (e aspiranti tali) con la valigia, pronti a lasciare il nostro Paese perché all’estero l’accesso alla professione è più meritocratico, dall’iscrizione alla facoltà di Medicina fino alla specializzazione, senza dimenticare condizioni di lavoro sicuramente più attrattive, a livello retributivo ma non solo. Oltre 10mila camici bianchi italiani nell’arco di 10 anni (dal 2005 al 2015, secondo dati Enpam-Eurispes) hanno già messo lo stetoscopio nel trolley e, senza un deciso cambio di rotta, il numero è sicuramente destinato ad aumentare.

Mentre il dibattito politico sul tema del Numero Chiuso torna di stringente attualità, anche per le recenti parole del vicepremier Matteo Salvini, crescono i dubbi tra i tanti aspiranti medici che sono in attesa di sapere se anche loro dovranno affrontare la temibile lotteria dei quiz: nel 2018 furono più di 67mila, con 1 solo posto a disposizione ogni 6 candidati. «In questi giorni siamo stati sommersi dalle telefonate – spiega Massimo Tortorella, Presidente di Consulcesi, network legale leader nella tutela dei medici e di chi aspira a diventarlo – perché, mai come quest’anno, c’è troppa incertezza sulle modalità di ingresso alle facoltà di Medicina. Il timore – sottolinea Tortorella – è che non cambi nulla, continuando con una modalità di selezione che ha già mostrato numerose lacune in termini non solo di meritocrazia, ma anche di regolarità formale: ogni anno siamo accanto ai candidati penalizzati, e i ricorsi in Tribunale sono in aumento, così come le pronunce in loro favore».

«Bene, quindi, le parole del vicepremier Salvini, – conclude Massimo Tortorella – ma ai buoni propositi devono seguire i fatti: è necessario imprimere un’accelerazione ai lavori parlamentari in modo da superare il Numero Chiuso per le facoltà di Medicina fin dal prossimo anno accademico, senza lasciare migliaia di studenti in un limbo inaccettabile, perché si tratta del futuro professionale di chi ricoprirà un ruolo fondamentale nella tutela della nostra salute».

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Sport all’aria aperta quando fa freddo?

SPORT ALL’ARIA APERTA ANCHE NEI GIORNI DELLA MERLA? LO SPECIALISTA DI CONSULCESI CLUB SFATA I FALSI MITI

Il professor Leonardo Calò, Direttore UOC di Cardiologia del Policlinico Casilino e docente dei corsi di Consulcesi Club, spiega perché è importante affrontare il calo delle temperature e non interrompere la propria attività fisica: «Le soluzioni per tenersi in forma anche nei mesi più freddi e piovosi ci sono, basta fare tutto con intelligenza»

Nei giorni più freddi dell’anno, i cosiddetti “Giorni della Merla”, anche chi è abituato a praticare attività fisica all’aperto rischia di farsi demotivare da basse temperature e clima avverso. Eppure, c’è più di un buon motivo per alzarsi dal letto, coprirsi bene e affrontare il freddo per fare un po’ di sport: Consulcesi Club, realtà di riferimento per oltre 100mila medici, in collaborazione con il portale web Sanità Informazione, ha voluto sfatare i falsi miti e stilare un utile vademecum grazie al professor Leonardo Calò, Direttore UOC di Cardiologia del Policlinico Casilino.

SERVE CONTINUITÀ NELLO SPORT. Molto spesso accade che una persona tenda a fare il possibile per tenersi in forma in estate, o comunque in condizioni climatiche favorevoli. Nelle giornate un po’ più fredde o con pioggia, la stessa persona tenderà a mollare e a rimandare tutto a quando il tempo sarà più idoneo. Questo è un atteggiamento molto negativo perché la continuità dell’attività fisica è uno degli aspetti più impattanti per la nostra salute.

L’ARIA APERTA CI FA BENE. Se l’attività fisica viene fatta all’aria aperta in luoghi come boschi o prati, l’organismo umano risente positivamente dell’impatto dell’ossigenazione, per cui senza dubbio è da preferire rispetto all’attività svolta al chiuso.

NO AGLI EROISMI. Non c’è bisogno di prestazioni ‘eroiche’. Basta un’attività moderata come lunghe passeggiate a passo veloce o jogging.

MAGGIORE ATTENZIONE ALLA FASE DEL RISCALDAMENTO. In presenza di basse temperature la fase del riscaldamento deve essere curata con più attenzione, al fine di evitare strappi muscolari e problemi simili. Con un riscaldamento della durata di una decina di minuti, riusciremo ad avere una vasodilatazione arteriosa adeguata e il nostro sangue potrà distribuire ai muscoli una portata di flusso idonea.

L’IMPORTANZA DEL GIUSTO ABBIGLIAMENTO. È necessario coprirsi bene e farlo a strati. Il classico keeway va benissimo in condizioni metereologiche mutevoli o quando piove, ma si può anche provare a munirsi di coperture che possono essere tolte durante il tragitto. È ovvio che quando il tempo è molto cattivo è consigliabile non uscire per evitare di bagnarsi per strada e magari ammalarsi successivamente. Il rischio per la salute, in questo caso, non è tanto il freddo in sé, quanto lo stare accaldati e bagnati in una zona ventilata. Il consiglio dunque è di evitare situazioni del genere e di coprirsi rapidamente e farsi una doccia calda.

Ufficio stampa 340.8293082 – 328.4812859

Formazione dei medici ed immigrazione

«La formazione dei medici che si trovano ad avere pazienti immigrati è fondamentale oggi per riuscire a garantire effettivamente il loro diritto alla salute. La collaborazione tra il servizio pubblico e il privato sociale è la via giusta per fare accedere quante più persone, e in particolare i rifugiati, spesso portatori di grandi vulnerabilità, alla prevenzione, all’emersione e alla cura».

A parlare è Padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli di Roma, sede del secondo corso di Educazione Continua in Medicina “Salute e Migrazione curarsi e prendersi cura”, tenutosi tra il 19 ed il 22 settembre 2017.

Il corso fa parte del progetto “Sanità di Frontiera”, voluto dall’Osservatorio internazionale per la Salute (OIS) di cui è fondatore, tra gli altri, Massimo Tortorella, leader del Gruppo Consulcesi.

I 4 giorni di corso hanno visto avvicendarsi moltissime importanti personalità del settore medico, tra cui esponenti di Ministero degli Interni, Ministero della Salute, OIM, OMS, Save the Children, UNHCR, INMP, SIMM, Caritas, MSF, Croce Rossa Italiana, Istituto Superiore di Sanità, Centro Astalli, ASGI

(Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione). Le richieste di partecipazione sono state oltre 600, un successo se si pensa soprattutto alla delicatezza e sensibilità delle tematiche affrontate.

Sulla migrazione infatti, che se ne parli politicamente o culturalmente, esistono pareri contrastanti spesso forti, a volte violenti che non ci danno modo di comprendere appieno come affrontare la “questione”, soprattutto in termini medici.

Ciò che è importante sapere e dunque riconoscere è che il migrante arriva a seguito di un lungo viaggio a cui spesso molti non sopravvivono, ed arriva con un bagaglio psico-fisico compromesso e soprattutto complesso. Saper come gestire tale difficoltà è importante al fine di superare le barriere culturali che ci imponiamo, creando invece consapevolezze, ponti e nuove risorse. Non è un caso che ad avallare il progetto Sanità di Frontiera di OIS, ci sia il Santo Padre, Papa Francesco, motivo di grande orgoglio per lo stesso Massimo Tortorella e Consulcesi, gruppo che ha attivato tra le altre cose un corso FAD (formazione a distanza), per consentire a tutti i medici di completare il proprio percorso formativo in tema di migrazione.

Sanità di frontiera, progetto OIS

Sanità di Frontiera è un progetto a firma di OIS, Osservatorio Internazionale per la Salute, avallato, tra gli altri, niente meno che dal Santo Padre Papa Francesco. Il progetto riguarda un tema molto sensibile e di estrema attualità, la migrazione.

Ogni giorno sulle coste del nostro Paese, arrivano centinaia di migranti le cui condizioni psico-fisiche sono spesso al limite dell’umanità. Il progetto Sanità di Frontiera nasce proprio per meglio comprendere quale sia l’approccio sanitario migliore da rivolgere a queste persone.

«L’iniziativa , messa a punto dall’Osservatorio e presentata nella prima

metà del 2016 presso il Ministero della Salute, guarda al wellbeing dei migranti come un tutt’uno con quello della collettività nazionale e internazionale e mira a sostenere il forte impegno sociale mostrato dai medici italiani. Il corso si caratterizza per l’attenzione particolare dedicata all’approccio psicologico e multiculturale quale strumento indispensabile a migliorare le interazioni tra gli operatori sanitari e gli stranieri presenti sul nostro territorio, nonché il benessere dei migranti e delle comunità di accoglienza». Queste sono le parole del presidente del Comitato Scientifico OIS, Giuseppe Petrella che mette in luce il vero problema dell’accoglienza dei migranti: la barriera culturale e l’aspetto psicologico.

Sanità di Frontiera ha così lanciato la seconda edizione del corso in Educazione Continua in Medicina “Salute e Migrazione curarsi e prendersi cura”, tenutosi tra il 19 ed il 22 settembre 2017.

Sono state oltre 600 le richieste di partecipazione ed il tanto interesse ha fatto sì che il provider di corsi FAD (formazione a distanza del Gruppo Consulcesi) istituisse un corso apposito per il completamento formativo dei medici che non sono riusciti a partecipare.

Tante le personalità di settore presenti al corso OIS,

tra i docenti infatti c’erano esponenti di Ministero degli Interni, Ministero della Salute, OIM, OMS, Save the Children, UNHCR, INMP, SIMM, Caritas, MSF, Croce Rossa Italiana, Istituto Superiore di Sanità, Centro Astalli, ASGI

(Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione).

Il Corso si è tenuto a Roma, presso la sede nazionale del Centro Astalli e ha, come detto, riscosso moltissimo successo. Proprio il successo ricevuto dal progetto “Sanità di Frontiera” ci aiuta a comprendere, seppur in piccola parte, la misura del cambiamento che sta vivendo il nostro Paese. E’ evidente che le barriere culturali in un certo qual modo stanno cedendo e l’attenzione per la questione “migranti” è finalmente comprovata.

Sul corso destinato agli operatori di settore medico, è intervenuto anche Massimo Tortorella, uno dei fondatori dell’Osservatorio, che ha fatto eco alle parole del Santo Padre, grande “sponsor” del progetto Sanità di Frontiera:

«Sanità di Frontiera, è un’iniziativa per la tutela del benessere collettivo e per la formazione dei medici, italiani e non solo, che si trovano sempre più spesso a confrontarsi con la realtà delle migrazioni. Si tratta di un progetto importante e benefico su cui invitiamo tutti a fare un passo avanti ispirati dalla propria coscienza e dall’esempio e il dono del Santo Padre Francesco giunto a “Sanità di Frontiera” mediante l’Obolo di San Pietro».